– Consulenti, Educatori e Coach Alimentari: Cosa Possono Fare e Cosa È Legale Fare in Italia?
Un’analisi della legislazione e dei ruoli nel settore alimentare
1. Introduzione: la confusione dei ruoli
In Italia, i termini come “coach”, “educatore alimentare” o “consulente nutrizionale” vengono spesso utilizzati in modo ambiguo.
Molti di questi “professionisti” si propongono di aiutare le persone a migliorare la loro alimentazione, ma senza la formazione o le competenze richieste dalla legge per prescrivere diete. La confusione tra questi ruoli sta diventando un problema, poiché alcuni si spingono a offrire programmi dettagliati di alimentazione, inclusi consigli su porzioni e grammi, attività riservate a professionisti abilitati.
2. La normativa sul Coaching
In Italia, la legge n. 4/2013 regolamenta le professioni non ordinistiche, come quella del coach. Questa legge definisce il coaching come un’attività di consulenza che non può sostituirsi a professionisti con formazione accademica. La Norma UNI 11601-2015, che riguarda il coaching, non conferisce alcuna abilitazione per trattare questioni sanitarie, come la prescrizione di diete. Quindi, anche se un coach può aiutarti a migliorare le tue abitudini alimentari, non ha il diritto di creare piani nutrizionali specifici.
3. Chi può fare diete in Italia?
Secondo la legislazione italiana, solo dietisti, biologi nutrizionisti e medici dietologi sono autorizzati a prescrivere diete personalizzate. Questi professionisti devono essere iscritti all’albo e possiedono una formazione universitaria specifica. L’attività di elaborare un piano alimentare che tenga conto di patologie, obiettivi di salute o dimagrimento è strettamente riservata a queste figure.
4. La parola “CONSIGLIO” non è sufficiente
Molti si nascondono dietro parole come “programma” o “consiglio”, ma questo non li difende dal reato di esercitare una professione riservata senza abilitazione. Anche se un coach o un educatore si limita a dare “suggerimenti”, se questi includono indicazioni precise su porzioni, grammi, macro o micro nutrienti e modalità alimentari, si sta entrando nel campo della nutrizione professionale.
Non è sufficiente usare termini vaghi: la legge è chiara.
5. Che cosa può fare un consulente nutrizionale, coach o educatore alimentare?
Immagina che un consulente nutrizionale, coach o educatore alimentare sia come un allenatore di calcio. L’allenatore ti guida, ti motiva e ti suggerisce come allenarti meglio, ma non può giocare al tuo posto. Allo stesso modo, il consulente nutrizionale può darti consigli generali su come migliorare la tua alimentazione e darti informazioni su cibi sani o abitudini da evitare, ma non può dirti esattamente cosa mangiare, in che quantità e quando, come farebbe un nutrizionista.
6. Esempio pratico:
Se ti rivolgi ad un coach alimentare e gli chiedi “Cosa devo mangiare per dimagrire?”, lui potrebbe dirti: “Prova a mangiare più frutta e verdura e a ridurre i cibi zuccherati”. Ma non dovrà mai dirti “Mangia 100 grammi di petto di pollo e 200 grammi di broccoli a pranzo”. Questo tipo di indicazione, se fatta da una persona non qualificata, può essere considerata illegale.
Se un nutrizionista ti fornisce un piano alimentare personalizzato, un coach, consulente o educatore può aiutarti a seguirlo nel quotidiano, supportandoti nella gestione della spesa, nella preparazione dei pasti e nella motivazione per mantenere le abitudini consigliate. Tuttavia, il coach non può modificare il piano né suggerire sostituzioni specifiche con grammature precise.
7. Conclusione: la differenza tra consulente e nutrizionista
In definitiva, è importante sapere che i consulenti, educatori alimentari o coach non hanno la formazione e l’autorizzazione per prescrivere diete personalizzate o trattare patologie legate all’alimentazione. Per questo, è fondamentale rivolgersi a professionisti accreditati per ricevere programmi nutrizionali sicuri e appropriati.
Contattami subito per una visita completa.